Abstract

Il terremoto di magnitudo ML=5.2 che nel 2004 ha colpito il lato occidentale del Lago di Garda (Nord Italia) viene modellato sia nell’approssimazione di sorgente puntiforme sia mediante simulazioni da sorgente estesa, al fine di investigare l’anisotropia del campo di risentimento osservata tra 5 e 15 km di distanza epicentrale. Il confronto con le osservazioni viene effettuato in termini intensità macrosismica IMCS osservata, considerando i soli comuni localizzati su roccia (o formazione «rigida») fino a 40 km dall’epicentro; un ulteriore confronto fra simulazioni e osservazioni viene effettuato utilizzando i dati registrati dalla stazione accelerometrica di Vallio Terme (GVD), localizzata a 13.3 km dall’epicentro, appartenente alla rete nazionale (RAN).

Le simulazioni più semplici utilizzano una sorgente puntiforme ed equazioni predittive empiriche in termini di intensità. Le model-lazioni a faglia estesa riproducono il campo di scuotimento in termini di valori di picco dello scuotimento, successivamente convertiti in intensità attraverso relazioni empiriche. Nonostante la moderata magnitudo dell’evento, le simulazioni a faglia estesa, che richiedono l’assunzione di ipotesi plausibili sia sulla geometria della sorgente che sulle proprietà di attenuazione del mezzo di propagazione, sono in grado di confermare l’anisotropia osservata della distribuzione di intensità a scala regionale (30×30 km2). Inoltre, poiché la distribuzione delle intensità presenta anche eterogeneità a scala locale (di dimensione inferiore a 3 km), probabilmente dovute ad effetti geologici e geomorfologici, oppure ad effetti di interazione terreno-struttura, nella seconda parte del lavoro vengono presentati alcuni esempi di misure di rumore sismico e di misure di frequenza propria degli edifici.

You do not currently have access to this article.